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TOUTAI ARGANTIA - RIVIVERE LA STORIA ANTICA
Living History, Sperimentazione, Studio e Ricerca dell'Evo Antico |
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L'idea
di tentare questa sperimentazione mi è venuta leggendo l'articolo
“Il cibo dei Celti preistorici Nella traduzione a cura di Minvos apPalug, meglio noto come Luchino, leggiamo:
Devo ammettere che il Forno Tandoor non sapevo nemmeno cosa fosse, ma sono bastati pochi click che grazie a Google mi sono reso conto di che tipo di cottura si tratti e di quanto questa possa essere "tecnologicamente" compatibile con il periodo storico che è oggetto dei nostri studi e delle nostre ricerche.
Gli abitanti delle regioni in
cui oggi si utilizza questo tipo di forno per cotture tradizionali
(India, Pakistan, Bangladesh, nei Balcani, nel Caucaso ed in
alcune aree mediorientali), hanno in comune con i Celti gli stessi
antenati che tra il IV e il I millennio a.C. migrarono dalle zone
centrali dell'Asia per dare origine alle popolazioni Indoeuropee.
Oltre che per il pane la cucina
Tandoori (così si chiama la cucina che utilizza questo tipo di
forno) che ha nel mondo molti estimatori, è apprezzata per la
preparazione della carne, che viene cotta utilizzando lunghi
spiedi che sono inseriti nel forno dalla bocca superiore. Per saggiare se l'insieme di queste considerazioni, ha un fondamento che possa essere verificato sperimentalmente, all'interno del nostro gruppo daremo corso ad una sperimentazione che prevede le seguenti fasi:
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| LA COSTRUZIONE DEL FORNO DI TEST | ||||||||||||||||||||
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25/04/2008 MATERIALI IMPIEGATI (vedi foto 01)
STRUMENTI NECESSARI
PROCEDIMENTO Disposti i primi 18 mattoni affiancati a secco fino a costituire la base quadrata 66 x 66 cm, del forno (foto 02) su cui, si appoggia il vaso da fiori capovolto per segnare il cerchio (foto 03) che servirà da traccia per la disposizione dei mattoni refrattari. disposti 21 mattoni refrattari in verticale seguendo il cerchio tracciato, ma avendo cura di stare 3-4 cm più all'interno (foto 04) in modo che il vaso si possa appoggiare e rimanere sollevato, può risultare comodo aiutarsi tracciando un secondo cerchio all'interno del primo, di un diametro inferiore di 6-8 cm. Su un lato della base quadrata del forno, lasciata un'apertura nel cerchio di mattoni, che servirà per ricavare la bocca di aerazione, e disposta davanti alla bocca un'altra fila di mattoni prolungando la base (foto 05). Utilizzando il flessibile sagomati i mattoni che andranno a costituire l'apertura del forno che permetterà la circolazione dell'aria e l'eliminazione della cenere (foto 06, foto 07, foto 08, foto 09 e foto 10). Impastata la malta pronta per muratura (foto 11) in modo che fosse sufficientemente fluida da penetrare agevolmente negli spazi tra i mattoni refrattari. Con la cazzuola o versandola direttamente dal secchione colata la malta impastata tra i mattoni dopo aver tamponato con le assicelle trattenute dagli altri mattoni (foto 12 e foto 13). Sempre aiutandosi con le assicelle e la cazzuola tamponato e rifinito la zona dell'apertura d'aerazione. Lasciato asciugare la malta per 20-30 minuti, poi con attenzione rimuovesse le assicelle. Utilizzando la cazzuola rimossa la malta in eccesso e pulito bene utilizzando il pennello (foto 14), ora la base del forno è terminata. Utilizzando il flessibile asportata la base del vaso da fiori (foto 15), e dopo aver sparso un abbondante strato di malta sulla base di mattoni refrattari collocarto il vaso da fiori capovolto (foto 16), rifinito con la cazzuola e il pennello la giunzione tra il vaso e la base del forno. Applicata la rete attorno al vaso fissandola con il filo di ferro, avendo cura di ridurre il più possibile le punte sporgenti verso l'esterno che potrebbero graffiare le mani nelle fasi successive (foto 16, foto 17, foto 18 e foto 19). La rete metallica serve a costituire una sorta di "armatura" per sostenere il gesso che in seguito verrà applicato. Impastato il gesso a presa rapida a piccoli quantitativi, in quanto fa presa in pochissimi minuti. Utilizzando la cazzuole e/o le mani spalmato il gesso sulla superficie del vaso, ripetetuta l'operazione più volte, sempre impastando piccoli quantitativi, fino ad ottenere uno strato di almeno un paio di centimetri di spessore (foto 21 e foto 22). Con gli ultimi passaggi rifinita bene la superficie del forno lisciando per bene il gesso. Il forno è pronto (foto 23), ma prima di procedere alla prima cottura sarà necessario attendere alcuni giorni affinché il gesso asciughi per bene.
25/04/2008
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Per la
cottura della carne saranno impiegati i tipici spiedi di ferro,
che sono ampiamente documentati negli scavi delle necropoli
celtiche. E' già in stato d'avanzamento uno studio sugli spiedi rinvenuti nella necropoli etrusco-celtica di Monte Tamburino a Monte Bibele (BO), al termine di questo studio Hephestus procederà alla riproduzione fedele di alcuni di questi spiedi. 13/07/2008 Un po' per scherzo un po' per gioco la domenica in cui abbiamo cotto la base di argilla del focolare domestico, abbiamo provato anche a cuocere nel forno tandoor. Non si tratta di una sperimentazione "seria", che rimandiamo ad un altro momento, ma ne pubblichiamo ugualmente le foto per condividerle con gli amici che stanno collaborando e seguendo questa sperimentazione... Acquistate al supermercato due confezioni di ali di pollo unite (foto 34), le abbiamo "infilzate" negli spiedi, osservando subito che la presenza di ossa di questa parte del pollo presenta un buon "grip" sul metallo dello spiedo, che impedisce ai pezzi di scivolare anche se posizionati in verticale (foto 35). Una volta che le braci erano pronte nel forno, abbiamo inserito gli spiedi(foto 36), coperto il foro superiore e l'apertura alla base del forno, e dopo 20 minuti la carne era cotta(foto 37).
Per estrarre la carne dagli
spiedi abbiamo dovuto aiutarci con un "forchettone" di legno(foto
38), in quanto il "restringimento" della cottura l'ha portata
ad "aderire" molto agli spiedi.
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| LINKS DI APPROFONDIMENTO | ||||||||||||||||||||
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SULLA COSTRUZIONE DEL FORNO ALTRI LINKS |
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