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TOUTAI ARGANTIA - RIVIVERE LA STORIA ANTICA
Living History, Sperimentazione, Studio e Ricerca dell'Evo Antico |
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Le pareti delle abitazioni realizzate in sfaldatura di arenaria, erano di notevole spessore, e alte fino a 2 mt, quindi è ipotizzabile che potessero costituire la parte posteriore del focolare senza nessun trattamento particolare. Il fondo del focolare era realizzato direttamente sulla pavimentazione in terra battuta dell'abitazione, e proprio le tracce di cottura della terra hanno permesso di individuarne con precisione la posizione. A parte nel caso dell'abitazione 17, dove in prossimità del focolare gli archeologi hanno trovato una coppia di splendidi alari in ferro (foto 03), che rappresentano un unicum per tutto l'abitato, la funzione di alari era svolta da parallelepipedi in terracotta, una sorta di "grandi mattoni".
Un modello del focolare (foto
04) è proposto nella ricostruzione in scala 1:1 di una delle abitazioni
che domina la parte centrale del Museo Archeologico Questa prima versione del focolare (foto 05) è realizzata con un fondo di terra costruito sopra un assito di legno, che vuole riprodurre il pavimento delle abitazioni. Per sperimentare i vari tipi di cotture saranno impiegati sullo stesso fondo di terra, moderni mattoni refrattari e una riproduzione degli alari di ferro della casa 17 dell'abitato si Monte Savino. Le fasi previste da questa sperimentazione sono le seguenti:
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- Sul un fondo di sabbia e mattoni abbiamo posizionato l'assito (foto 06) che intende riprodurre il pavimento della capanna. - Alle spalle del Forno Tandoor, impiegando moderni mattoni refrattari abbiamo costruito un muretto (foto 07), che intende riprodurre la parete perimetrale della capanna. - In prossimità del focolare abbiamo scavato una buca (foto 08), impiagata per estrarre la terra da impastare con acqua, sabbia e paglia, all'interno della buca stessa. - La terra è stata setacciata (foto 09) per eliminare sassi e i blocchi di argilla più grossi e duri, e reintrodotta nella buca per essere impastata con sabbia e paglia. - Da un tronco di legno abbiamo realizzato un "utensile" (foto 10) per impastale la malta.
- L'impasto inizialmente abbastanza fluido ha cominciato ad assumere una certa consistenza, con l'aggiunta della sabbia e della paglia, a seconda della consistenza è stato rimescolato impiegando diverse tecniche, inizialmente con le mani, poi con una zappa, ma quando ha cominciato a assumere una certa consistenza e "viscosità", per qui rimaneva attaccata alla zappa in modo da non renderla più funzionale, siamo passati a mescolarla con i piedi, entrando nella buca. Al massimo della consistenza dell'impasto abbiamo impiegato l'utensile in legno, nelle foto che seguono sono illustrate le fasi della realizzazione dell'impasto.
- Quando l'impasto della malta è diventato sufficientemente "plastico" abbiamo iniziato a trasferirlo sull'assito del pavimento, pestandolo con i piedi per far penetrare tra le fessure del legno, per poi passare ad una finitura con le mani.
- Dopo una settimana di asciugatura l'argilla presenta alcune crepe (foto 21), si procede comunque alla cottura della struttura. - la cottura ha inizio alle ore 18,30, gli apporti di legna sono continuati circa fino alle ore 24,00 poi lo si è lasciato andare ad esaurimento per tutta la notte. - Al termine della cottura il piano del focolare presenta alcune aree di colore rosso, altre annerite, si registrano anche diverse crepe (foto 28, foto 29, foto 30).
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