|

|
TOUTAI ARGANTIA - RIVIVERE LA STORIA ANTICA
Living History, Sperimentazione, Studio e Ricerca dell'Evo Antico
|
I CELTI
(Articolo di Gian Battista Fiorani
- KELTIE)
Con il nome di
Celti si intende quel insieme di popoli che nel corso del primo
millennio a.C. occuparono il cuore dell'Europa, spingendosi tra il V e
il IV sec. a.C. nelle isole britanniche, nelle regioni centro
settentrionali dell'Italia, nei Balcani e perfino in Asia Minore,
portando i loro eserciti in tutti i paesi del Mediterraneo, anche come
mercenari, affermando l'immagine di un popolo di grandi guerrieri.
Organizzati in
tribù più o meno numerose, questi popoli non raggiunsero mai una vera
unità politica, anzi erano spesso spesso in lotta tra loro e questo
gli impedì di creare un unico grande "impero celtico".
|
|
Accomunati da affinità linguistiche, culturali e religiose erano noti
presso i greci come Keltoi[1] e Galati, mentre presso i latini come
Galli e Celtae,
Cesare aprendo il De Bello Gallico, fa del termine Galli il sinonimo
di Celti.
"QUI IPSORUM LINGUA CELTAE,
NOSTRA GALLI APPELLANTUR"
"nella
loro lingua si chiamano Celti,
nella nostra si chiamano Galli"
(Caio Giulio Cesare
De Bello Gallico I, 1)
|
|
L'ORIGINE
INDOEUROPEA

Gli antenati dei celti, sono definiti dagli studiosi Indoeuropei,
giunsero nel nostro continente a ondate successive tra il 3.500 e il 1.500 a.C. dalle
regioni centrali dell'Asia attraverso il Medio Oriente.
Dagli Indoeuropei derivano tra le altre anche le popolazioni
germaniche, baltiche, greche, venete e italiche, accomunate ancora
oggi da forti analogie linguistiche. |
|
LA CULTURA DI
GOLASECCA

Già dal XII sec. a.C. nel Canton Ticino e nelle regioni nord
occidentali dell'Italia (Piemonte e Lombardia) si sviluppa una cultura
detta di Golasecca, che discende direttamente dalla cultura dei campi
di urne .
Queste genti parlano una lingua celtica, detta Leponzio, ai leponzi è
attribuita la più antica iscrizione in lingua celtica (Iscrizione di
Prestino VI sec. a.C.) di tutta l'Europa. |
|
LA CULTURA DI
HALLSTATT

Prende il nome dalla località Austriaca di Hallstatt, dove sono state
scavate più di mille tombe, riferite a comunità che gravitavano
intorno alle miniere di sale, materia prima di strategica importanza
per la conservazione del cibo.
Questa fase della storia dei celti, a partire circa dall'VIII sec.
a.C. rappresenta un momento di grande splendore, caratterizzato
dall'affermarsi di una classe aristocratica principesca, la cui
ricchezza è testimoniata dalle fastose sepolture a tumulo, e dai
preziosi corredi, costituiti da manufatti del miglior artigianato
locale o importati dal mondo mediterraneo.
Sono proprio i commerci, con la colonia greca di Massalia (oggi
Marsiglia), e quelli attraverso le alpi con la penisola Italiana, che
uniti l'abilità degli artigiani celti nella lavorazione del ferro
(soprattutto armi, tale da assicurare il predominio sulle popolazioni
concorrenti), che rappresentano la base della ricchezza e del
benessere che caratterizza questa fase. |
|
LA CULTURA DI
LA TENE

Il massimo momento di splendore si registra a partire dal VI sec. a.C.
ed è identificato dalla fase culturale detta Lateniana (dal sito
archeologico svizzero di La tene), caratterizzata da un artigianato di
altissimo livello.
A questa fase di benessere corrispondono le spinte migratorie e di
espansione militare che in questi secoli vedono la massima estensione
delle aree influenzate dalla presenza di popolazioni celtiche.
La superiorità militare porta i celti ad espandersi in tutto l'atlante
europeo, si insediano nelle Regioni Danubiane, nei Balcani
attraversano la penisola ellenica portando guerra e saccheggi,
giungono fino in Asia Minore stanziandosi in quell'area che oggi si
chiama Galazia e che proprio da Galli ha preso il nome. |
|
LA PRESENZA IN ITALIA
Già presenti dal XII sec. a.C., a nord del fiume Padus (l'attuale Po),
si insediano le tribù celtiche degli Insubri, considerati eredi
diretti dei precedenti Celti Golasecchiani, qui fondano Mediolanium
(oggi Milano) e ne fanno la loro capitale.
I Cenomani occupano l'area sud occidentale del Veneto, ad essi è
attribuita la fondazione di Brixia (oggi Brescia).
Tra il V e il IV sec. a.C. Anari, Boi ,
Lingoni e
Senoni[2], calano nel territorio italiano con pesanti migrazioni,
attratti dalla disponibilità di terre ricche e fertili da coltivare.
Si scontrano per primi con gli
Etruschi, insediandosi nei territori della Pianura Padana, a sud
del Po e segnando l'inizio del crollo dell'egemonia etrusca che durava
secoli.
Secondo Plinio [3] centododici tribù di
Galli Boi si stanziano nella zona emiliana a sud del Po, fino alla
Romagna e al delta del fiume, che viene occupato dai
Galli Lingoni.
Nel 386 a.C. guidati da Brenno , i Galli Senoni, giungono fino a Roma,
e dopo aver sgominato l'esercito romano sul fiume Allia ,
assediano e saccheggiano la città per mesi lasciandola solo dopo il pagamento di
un riscatto in oro[4].
Lungo la Costa Adriatica il domino dei Galli Senoni si estende in
Umbria e nelle Marche, un tempo territorio di Umbri e
Piceni, la città di Senigallia
porta nel nome il ricordo di un passato celtico, Sena Gallica, città
dei Galli Senoni.
Ad Ancona importante scalo commerciale, sotto il controllo dei Tiranni
di Siracusa, si imbarcavano mercenari celti impiegati contro i Greci
nel bacino del Mar Adriatico ed anche in funzione antiromana.
L'impiego dei Senoni come mercenari e la loro posizione favorevole per
il controllo delle merci in transito dalla zona medio adriatica verso
l'entroterra hanno fatto la fortuna dei Galli Senoni, la cui ricchezza
è
testimoniata dal pregio dei corredi funebri rinvenuti nei numerosi
contesti di scavo dell'area. |
|
LE TRACCE
CELTICHE NEI TOPONIMI
La secolare presenza di popolazioni celtiche sul territorio
dell'Italia centro settentrionale ha lasciato evidenti tracce nei nomi
di città, fiumi, laghi e montagne, nel cui toponimo è possibile
individuare una possibile origine celtica.
Quello che segue è un elenco di località fondate o frequentate da
popolazioni celtiche.
|
nome attuale |
nome antico |
| Belluno (BL) |
Belunum, Belo-Dunum |
| Bobbio (PC) |
Bobium |
| Bologna (BO) |
Bononia |
| Brescello (RE) |
Brixellum |
| Brescia (BS) |
Brixia, Brica, Briga |
| Cesena (FC) |
Caesena, Sena |
| Como (CO) |
Comun |
| Lecco (LC) |
Leucum, Lech, Loch |
| Lomello (PV) |
Lamellum, Laevum Mellum |
| Milano (MI) |
Mediolanum, Medhelan,
Mediolanion |
| Novara (NO) |
Novaria |
| Recco (GE) |
Ricina, Recina |
| Senigallia (AN) |
Sena Gallica |
| Torino (TO) |
Augusta Julia Taurinorum,
Taurasia |
| Treviso (TV) |
Tarvisium |
| Vercelli (VC) |
Vercellae, Vergellae |
|
|
LE TRACCE
CELTICHE NELLA LINGUA ITALIANA
Delle antiche lingue galliche si conosce ben poco, non vi sono testi
scritti in lingua celtica, se non poche iscrizioni, presso i celti
infatti il sapere era trasmesso oralmente[5].
Sono gli autori classici, greci o latini da cui possiamo attingere le
informazioni di cui oggi disponiamo.
Tra questi ricordiamo Cesare ,
Varrone ,
Columella ,
Plinio ,
Marziale ,
ed in particolare, perchè originari della Gallia Cisalpina, Virgilio ,
Catullo ,
Plubio Valerio Catone
e Livio .
Alcuni studiosi moderni si sono dedicati alla ricerca nelle parole
latine di una probabile origine celtica, tra questi segnaliamo il
lavoro svolto da Maria Luisa Porzio Gernia che in "Gli elementi
celtici del latino"[6] elenca oltre cento lemmi latini di sicura (o
molto probabile) ascendenza gallica, attestati nelle fonti classiche,
come ad esempio:
|
in italiano |
dal gallico |
|
baciare |
basiare -
basium (in Catullo). |
|
braghe |
bracae -
braca (in Lucillo) probabilmente di origine germanica, poi
passata nel celtico. |
|
camicia |
camisa |
|
carro |
carrus |
|
paiolo |
parium (che
significa recipiente). |
|
sapone |
sapo -
saponis (in Marziale e Plinio). |
|
|
LE TRACCE
CELTICHE NEI DIALETTI
Se nella lingua italiana è possibile individuare un certo numero
di termini riconducibili ad un'origine celtica, è nei dialetti parlati
nelle zone anticamente popolate da queste genti, che si nasconde il
vasto patrimonio di termini che è giunto oggi fino a noi.
Nelle province
dell'impero romano la lingua ufficiale era il latino, utilizzata dagli
amministratori, nei documenti ufficiali, e nei tribunali, ma non dal
popolo che ha continuato a parlare per secoli i dialetti celtici
originari, soprattutto nelle zone rurali.
E' sulla base di
questo "sostrato celtico" che si sono sviluppate le parlate dialettali
dei giorni nostri, tant'è che molti dialetti dell'Italia
settentrionale sono definiti, da alcuni linguisti, come
"gallo-italici", contengono infatti molti termini e regole
grammaticali presenti nelle antiche lingue galliche. |
|
LINK DI
APPROFONDIMENTO
|
|
NOTE:
[1] Troviamo KELTOI in Ecateo di Mileto ed Erodoto
in Storie Libro II, 33
e Libro IV, 49.
[2] Secondo Polibio
, Storie, II,17 e Tito Livio , Ab Urbe condita, V, 35
[3] Plinio , Naturalis Historia, III,
115
[4] Il famoso sacco di Roma
, portato nel 386 a.C. dai Galli Senoni di
Brenno ,
che al momento del pagamento del riscatto per la liberazione della
città pronunziò la frase "vae victis" ,
guai ai vinti.
[5] Vedi Caio Giulio Cesare, Caio Giulio Cesare ,
De Bello Gallico
, VI, 14
[6] In I Celti d'Italia, Enrico Campanile, Pisa 1981.
|
|
BIBLIOGRAFIA:
I Celti in
Italia, Daniele Vitali, in I Celti - Bompiani (Catalogo della mostra
di Palazzo Grassi, Venezia, del 1991).
I Galli e
l'Italia, Del Luca Editore (Catalogo della mostra di Roma del 1978).
La grande storia dei Celti. La nascita, l'affermazione e la decadenza, Venceslas Kruta , 2003, Newton & Compton
Editore.
I Celti d'Italia, Enrico Campanile,
Pisa 1981.
Gli elementi celtici nel latino e
nei dialetti gallo-italici, Gabriele Fabbrici, edito in proprio pro
manuscripto, Novellara (RE), 2006.
|
Una versione
autorizzata di questo articolo
è pubblicato nell'Enciclopedia Celtica
di CelticWorld. Vuoi
pubblicare questo articolo o un abstract sul tuo sito o su
un'altro media? scrivi a
info@ARGANTIA.it
<<torna alla home page |
Copyright(C) TOUTAI ARGANTIA - S. Eusanio del Sangro (CH) - info@argantia.it
I
testi, le immagini e i video, non sono in alcun modo utilizzabili se non
dietro espressa autorizzazione degli autori o degli aventi diritto.
Powered by
ArgentaWeb.it - Web Think by
GBit |